Il persico trota di Fabrizio Benetazzo

Pubblicato da Ivo, Martedì 5 Dicembre 2006

disegno.gifSpecie tipica d’acqua calda, il persico-trota è presente oggigiorno in molte acque italiane, ove si è diffuso sia in seguito a progressiva colonizzazione naturale degli habitat più adatti e favorevoli, sia per effetto dei vari ripopolamenti fatti.

CLASSIFICAZIONE, MORFOLOGIA E DISTRIBUZIONE

Persico trota:
micropterus salmoides, appartiene alla famiglia dei centrarchidi ed all’ordine dei perciformi.
Aspetto esteriore:
corpo fusiforme a profilo ovale ed allungato abbastanza compresso lateralmente, bocca molto ampia. La testa rappresenta circa 1/4 dell’intera lunghezza del corpo, l’articolazione mascellare si estende oltre il margine posteriore dell’occhio. Possiede denti villiformi, a più serie, su mascelle e vomere, presenti anche su palato e lingua.

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La specie oggi presente nelle nostre acque è stata introdotta dall’america settentrionale, suo paese d’origine, dove è diffuso dal Canada al Messico settentrionale. In Europa fu introdotto nel 1883 in Germania ma con scarsi risultati, in Italia nel 1898 nel lago di monate e due anni dopo in quello di varano, entrambi in brianza. Successivamente la diffusione del persico trota coinvolse con risultati diversi i paesi britannici, Francia, Belgio, Spagna, Russia e Ungheria. Affine al “large-mouthed” c’è il micropterus dolomieui, noto anche come persico trota a bocca piccola (small-mouthed). Si caratterizza oltre che per la bocca più piccola, anche per la sua più contenuta aggressivit , diversit anche nella configurazione delle pinne e scaglie (più piccole).

Accrescimento:
è lento in corrispondenza del periodo primaverile,ripresa metabolica del pesce, (marzo-maggio). Durante il periodo estivo (giugno-settembre) diviene invece assai rapido, tende poi a rallentare gradualmente in autunno (ottobre -met novembre) per diventare in sostanza nullo nel periodo invernale (novembre - met marzo). E’ facile dall’analisi dedurre una marcata concomitanza dell’accrescimento del pesce con la sua attivit .

Et media:
appare fissata attorno ai 8-9 anni inverni, anche se si riscontrano in alcuni individui limiti superiori. La mortalit dei pesci tende ad aumentare decisamente dopo il 5° inverno d’et , prima tale mortalit appare relativamente contenuta. La popolazione del persico trota, anche se soggetta a fluttuazioni anomali, rappresenta solo il 0.5-2% dell’intera massa di pesci 10/12/00 presenti in un ecosistema. Il rapporto femmine/maschi tende ad un valore pari all’unit . La maturit sessuale viene raggiunta nei maschi all’et di due inverni compiuti, a questa et solo poche femmine sono sessualmente mature (solo il 25%).

Periodo riproduttivo:
in condizioni favorevoli nelle acque italiane va da maggio a giugno, esso può in ogni modo anticipare in particolari condizioni climatiche favorevoli, in condizioni opposte può prolungarsi fino a luglio,met agosto compreso. In presenza di condizioni metereologiche particolarmente avverse, soprattutto se frequenti o, peggio, permanenti possono inibire o perfino impedire i normali processi riproduttivi. Nelle femmine la maturazione delle uova non e’ sincrona, pertanto la deposizione avviene in tempi diversi e consiste nell’espulsione di piccoli lotti d’uova in un periodo relativamente lungo.

Comportamento di frega:
i luoghi per la frega del persico- trota sono numerosi: canali, fossati, stagni, paludi, laghi grandi e piccoli, fiumi ecc. impossessatosi d’un piccolo territorio del diametro di circa 70-90 cm. in una zona innerbata in prossimit alla riva, con una profondit ridotta a 60-130 cm, allontana metodicamente e certamente qualsiasi intruso. Una volta costruito il nido ripulendo accuratamente il fondo, possibilmente sassoso, da fango e detriti inizia l’amorosa attesa. In questo periodo le femmine riunite in branchi girovaghi appena giunte nel territorio d’un maschio, questi con atteggiamento aggressivo (bocca spalancata pinne aperte) si precipita verso qualsiasi femmina che ostenti ventre turgido e gonfio. Inizia cosi il corteggiamento con nuoto a “8” attorno alla prescelta guidandola con leggeri e ripetuti colpetti di testa lungo i fianchi, verso il nido. Appena giuntavi e deposte le uova in quantit contenuta vengono prontamente fecondate dal maschio, che provvede ad allontanare eventuali intrusi. il numero d’uova fecondate non supera le 6-7000 e dipende dalla dimensione del maschio oltre che da fattori di natura ecologica. La femmina nel frattempo riprende il suo errare alla ricerca d’un altro nido dove l’attende un altro impaziente maschio.

Cure parentali:
a deposizione avvenuta le femmine si disinteressano completamente della futura prole. L’intero e gravoso compito delle cure parentali spetta al maschio, garantendo fin dall’inizio un’adeguata ossigenazione, con l’ausilio delle pinne pettorali, indispensabile per il corretto sviluppo degli embrioni alla nascita i piccoli vengono difesi accanitamente dai predatori (soprattutto il persico-sole) suo dichiarato e acerrimo nemico. Raggiunto un discreto grado di sviluppo vengono dapprima ignorati poi cacciati violentemente dalla zona.

Alimentazione e preferenze trofiche:
la dieta del persico-trota, assai varia, è costituita:
per circa il 35%da pesci (alborelle-triotti-scardole-persico sole-carassi ecc.)
per il 18% da insetti (ditteri vari-efemerotteri ecc.)
per il 17% da crostacei (anfipodi-minicrostacei ecc.)
per il 15% da anfibi (sia adulti che girini)

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