Una giornata indimenticabile di Stefano Benetazzo
Un sabato sera di Maggio, arriva Paolo (Carturan) che con papà e lo zio Mario (Barolo)ha creato il club”Beba”, sale di corsa le scale dopo aver scavalcato come il solito, il muretto di recinzione.
Ciao Bicio (tutti chiamano così papà ) ” doman andemo a pescare i bocaloni con la barca nova?”
A papà quasi vanno di traverso gli spaghetti alla carbonara, che fin a quel momento stava assaporando in religioso silenzio.(ci pensiamo ogni tanto noi, tre fratelli, a vivacizzare la serata).So con certezza che papà da quando pesca a spinning, sono più di 15 anni, non è mai andato a caccia di bass nel mese di Maggio (periodo di frega) in quella data dedica le rare uscite, alla ricerca di altre specie.
Considera, infatti, il rispetto per il ciclo riproduttivo non solo un fatto d’etica, ma in dispensabile per la buona riuscita dello stesso. Tale convinzione, in passato, lo ha portato a scontri anche molto duri, all’interno del club.
Prendo la palla al balzo.
Mi sembra un’ottima idea, sussurro, così vengo anch’io poiché quest’anno non mi hai ancora portato a pescare.Vai pure Stefano, che ti divertirai, quasi in coro Alberto e Francesca (i miei fratelli) .Bugiardi, così avranno il computer e la Play tutti per loro.
Andate pure, interviene la mamma, tanto domani ho un sacco di cose da fare in casa, e non possiamo muoverci.
Va bene m’arrendo sbotta papà , alle prese con il secondo piatto di spaghetti.Domani alle 7 vi aspetto, si raccomanda congedandosi Paolo.
Mi sveglia l’orribile musichetta del cellulare. Potenza del progresso ciò che non riesce ad una radio-sveglia lo fa una minuscola, intrigante scatoletta.
E’ Paolo. Ha gia catturato due bass vicino il chilo.Sveglio il babbo breve colazione e partenza,…ritorno subito dopo!Mancava all’appello la sua cara macchina fotografica, memorabile compagna d’epiche uscite ed altrettante “immersioni”.
Finalmente giungiamo al fiume, Paolo ci accoglie mostrandoci la stupenda Boston Weller, opportunamente attrezzata motorizzata con un 70 hp.. Davvero comoda e funzionale, quello che c’impressionerà di più in seguito sarà la sua grande stabilità Tutt’altra cosa la nostra “Cuolleman” eh papà ? Un mezzo sorriso mentre attento osserva dall’alto l’immediato sottoriva. Un cenno e m’avvicino. Con l’aiuto dei polarizzati, intravedo sagome scure che girano lentamente con traiettorie circolari alternando scatti improvvisi a posizioni d’assoluta immobilità . Sono proprio in frega.
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Innesco la mia “All Star”IM6 6′6″ con un “Senko”6″ nero con glitter bianchi, opportunamente piombato in testa con un piombo conico ¼ oz. Paolo un po’ più leggero su un Senko 5″ di un colore verdastro. Papà sulla T40x monta una ranetta coloratissima (rosso-nera non avevo dubbi) oggi sto leggero, ti credo, dopo l’abbuffata di ieri sera. Risata generale.
Dopo un’ora di fitti lanci riesco a catturare due bass, Paolo tre, tutti di discreta taglia (sette -otto etti) Bicio 0.
All’avvicinarsi di un grosso albero caduto in acqua, tra cui rami la corrente a depositato un fitto erbaio, papà con delicatezza piomba internamente la ranetta; attendendo il momento opportuno osserva il groviglio di rami. L’anfibio schizza via a pelo d’acqua e dopo numerosi saltelli “plana” sulla riva. Un leggero colpo di cimino e l’esca si rigira verso l’acqua pronta a rientrarvi, “morbido”ingresso nell’elemento liquido, alcuni “strappi” repentini vivacizzano il tutto…breve pausa. L’attacco è fulmineo e violento, in un ribollir d’acqua la ranetta schizza in aria per ricadere sulle erbe galleggianti, papà con molto sangue freddo attende qualche secondo prima di trasmettere con il solo movimento del cimino, a canna alta, percettibili sussulti all’esca.L’attacco si ripete più violento di prima, la povera rana scompare tra la vegetazione “risucchiata” dal grosso bass.Un paio di secondi, che sembrano non finire, precedono la ferrata energica.
La canna si piega pericolosamente, mentre il grosso bass cerca scampo nel fitto della vegetazione.Un improvviso cambiamento di direzione nel tentativo di prendere il centro fiume, trova un grosso ramo semisommerso, inevitabile nonostante i tentativi di forzare la preda, l’incaglio.
La canna all’improvviso sì “scarica” occasione unica per il centrarchide, che dopo uno spettacolare salto…saluta! Non resta che recuperare cio che rimane dell’esca lacerata e senza una zampa. Fa parte del gioco.
Continuiamo a pescare con alterna fortuna, ora gli attacchi si fanno sempre più rari e
smaliziati, riusciamo in ogni modo a catturare sei bass di cui un paio sopra il chilogrammo di peso.
Mi accorgo di una “parrucca” nel mulinello, faccio un lungo lancio a poppa cercando di risolvere all’inconveniente. La toccata è appena percettibile, sono molto “lungo” cosi decido di mettere in tensione il filo, alzando la canna, ora l’attacco è più deciso. Ferro di riflesso con energia. C’è!
Guadagna lentamente il centro del fiume, cerco di forzarlo, ma non riesco a sollevarlo dal fondo. Paolo intuisce che deve trattarsi di una grosso pesce, e tenta d’aiutarmi, lo blocca papà . Si deve arrangiare!
Ora la frizione è entrata in azione, ma lo 0,27 montato in bobina mi da sufficienti garanzie.
All’improvviso cambia direzione e punta decisamente verso la barca, recupero velocemente appena in tempo per evitare il gambo del …motore a scoppio. Risale velocemente, cercherà di saltare fuori dall’acqua, immergo immediatamente la canna nel tentativo di fargli cambiare idea.
Riesco nell’intento, ed è allora che s’intravede la sagoma scura del bass.
E’ grosso, urlo, mentre un’agitazione incredibile m’assale.
Riparte velocemente verso il largo, per poi puntare deciso verso riva, tra le canne, siamo sulla sua strada.
Paolo è velocissimo a sollevare il motore elettrico il cui gambo era in traiettoria, riesco a farlo desistere dal tentativo di trovare rifugio tra il banco di ninfee, sta dando segni di stanchezza, e in piedi dalla barca riesco a respingerne gli assalti.
All’ennesimo passaggio radente barca, Paolo riesce a salparlo, è uno splendido esemplare.
Alla pesatura l’ago si ferma a 2,6 Kg. E’ una splendida femmina, che non ha ancora completato la deposizione delle uova, un’incredibile livrea dai colori intensi, ne confermano il buono stato di salute.
Non avevo mai visto un bass così bello, catturarlo poi. Le gambe mi “tremano” mentre sono sommerso dagli abbracci e pacche sulle spalle, devo essere rosso in viso come vittima di una scottatura improvvisa.
Poso per le foto di rito, prima di liberarlo, non senza un’ombra di malinconia.
Ormai la mattinata di pesca volge rapidamente al termine, ci attende il G. Premio di Formula Uno, non prima però di salpare ancora un bel paio d’esemplari, non è da meno Paolo che riesce ad “districare” dal fitto della vegetazione un bellissimo 1,7 Kg. Solo alla fine papà riuscirà ad evitare un deludente “cappotto” finalmente la sua adorabile ranetta riuscirà a fare la prima ed unica “vittima”.
Una giornata che difficilmente riuscirò a scordare e che rimarrà a lungo impressa nelle memoria, un particolare ringraziamento a papà per i suoi preziosi consigli, e un cordiale arrivederci (spero) a quel magnifico esemplare cui devo un’irripetibile emozione.


