Chatterbait
Quante esche ha visto il nostro amico bass nelle nostre bistrattate e battutissime acque?
Beh credo ultimamente veramente tante e sono convinto che a lungo andare il black bass, sopratutto nei momenti di apatia o di grande pressione di pesca, diventi molto selettivo e tenda a rifiutare le classiche presentazioni che gli poniamo davanti al naso.
Per questo noi bassmen siamo sempre alla ricerca di nuove forme, nuovi colori, nuove “vibrazioni”, insomma un’esca artificale nuova che il nostro bass non hai mai visto.
Ultimamente, va molto di moda negli USA, un’esca particolare che sta riscuotendo successo in particolare nelle acque della Florida; in queste zone è presente il Florida strain che ha la particolarità di raggiungere si dimensioni notevoli, ma anche di assuefarsi molto presto alle esche artificiali…questa esca è il chatterbait.
Il chatterbait è un’esca molto particolare, la sua struttura è composta da un testina piombata tipo jig a cui nella parte superiore è montata una piccola paletta che ondeggia in maniera orizzonatle, ricordando vagamente le vibrazioni emesse dalla paletta di uno spinnerbait.

Sono ormai sei mesi che testo questo artificale, in particolare il Lightning blade della Cyclone baits www.bayououtdoors.com , cercando di provare i colori che rendono di più e sopratutto i recuperi più adatti ai nostri Largemounth bass, le prime impressioni che ho avuto sono state ottime, l’esca in questione recuperata costante ad un recupero medio lento emana molte più vibrazioni di un classico crankbait di profondità e molte più vibrazioni di uno spinnerbait.
Le vibrazioni sono molto strette e molto marcate, questo permette ai grossi bass di reagire molto prontamente, attirati non solo dalle vibrazioni, ma anche dai lampi di luce mandati dalla paletta e dalla pulsazioni emanate dal gonnellino.
L’esca in questione è dotata di un trailer ( in questo caso un Finesse worm della V & M ) dello stesso colore del gonnellino.

Il secondo recupero che ho adottato è quello estrememente veloce, attorno a ostacoli sommersi, ostacoli emersi, rami e foglie affioranti tipo ninfea ecc, in questo caso l’esca rimane molto in superificie e periodicamente sbanda in modo vistoso risultando molto adescante.
Il terzo e ultimo recupero è quello molto simile a quello che utlizzo per il jig, cioè a saliscendi sul fondo con qualche breve pausa.
I risultati migliori li ho avuti con il recupero molto veloce, ma sono convinto che il recupero “jiggato” in certi periodi può regalare grandi soddisfazioni.
Colori migliori a mio parere? Shad e black.
Fatemi sapere le vostre impressioni su questo tipo di esca e se l’avete già provata datemi le vostre sensazioni.
A presto
Luca Quintavalla



Marzo 1st, 2007 at 16:03
CIAO QUINTA,
COME SAI TI VOGLIO BENE, MA TROVO QUSTO ARTICOLO TROPPO DI PARTE.
AUSPICHEREI D’ORA INNANZI DI NOMINARE ALTRI PRODUTTORI DEGLI ARTICOLI NOMINATI, UNO SU TUTTI LA “RADLURES” INVENTRICE DEL CHATTERBAIT…..
CON AFFETTO ED IMMUTATA STIMA
Marzo 2nd, 2007 at 13:41
Caro Livio,
ho inserito la foto e parlato e del chatterbait della Cyclone poichè è stato uno di quelli che ho usato di più e sono riuscito a testare bene, quando testerò con più cura gli altri stati tranquillo metterò tutto.
Livio, vista la tua competenza nel campo del bassfishing e l’amicizia che ci lega, mi aspettavo da te un commento di certo più legato al tipo di esca, a come tu lo usi, a quello che tu usi e alle idee che tu hai su il chatterbait, più che rimproverarmi perchè non ho menzionato altre marche.
A presto